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1 giugno 2007


STA NASCENDO QUALCOSA



Giovedì 24 Maggio ha avuto luogo un incontro che per molti potrebbe risultare storico

Sono proprio i giovani a suonare la sveglia al nascente Partito Democratico organizzando la serata con ospiti d'eccezione: l'On. Pinuccio Rossiello e il Sen. Giovanni Procacci

Ma i veri protagonisti della serata nonostante la presenza carismatica dei due affermati politici nazionali sono stati i gruppi giovanili che hanno intelligentemente posto dubbi e quesiti su ciò che sarà del loro futuro all'interno del PD.

Ovviamente i prossimi incontri si spera di vedere come protagonisti anche tanti altri giovani che fino ad ora non hanno avuto modo di poter partecipare a dei laboratori politici.







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31 maggio 2007


ALLA FACCIA DI CHI Fà LA GUERRA ALLO SPINELLO

Fumo di sigaretta


Rimane alto il numero dei fumatori in Italia e sono ancora tanti i giovani col vizio della sigaretta: rispettivamente il 23,5% della popolazione di 15 anni e più e il 20% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni. Aumenta oltretutto, tra gli adulti, il numero delle sigarette fumate quotidianamente: una in più a testa rispetto allo scorso anno. Lo rivela un’indagine della Doxa, commissionata dall’Istituto superiore di Sanità, presentata nel corso del IX Convegno nazionale su Tabagismo e Servizio sanitario nazionale in corso all’ISS. «Gli italiani continuano a fumare e, anzi, fumano di più, passando da una media di 13 sigarette al giorno consumate nel 2006 ad una di 14 nel 2007. Il “problema fumo” dunque è ancora presente nel nostro Paese ed è un’emergenza che riguarda 12 milioni di italiani, di cui un milione e 200mila giovani tra i 15 e i 24 anni e ben 130mila giovanissimi tra i 15 e i 17 anni di età – afferma Enrico Garaci, presidente dell’ISS –. La migliore strategia è attualmente la prevenzione, ma sul fronte della ricerca abbiamo deciso intanto di investire, in collaborazione con “Alleanza contro il Cancro”, un milione di euro circa nel progetto Mild (Multicenter italian lung cancer detection) condotto dall’Istituto tumori di Milano che ha attualmente pubblicato i suoi primi risultati su Journal of the American medical association (Jama). Ed è stato proprio valutando questi risultati che abbiamo deciso di estendere questo studio in tutto il Paese con l’obiettivo di arruolare in tre anni 10mila soggetti a rischio per verificare l’efficacia degli screening di massa ai fini di una riduzione della mortalità per carcinoma polmonare».
I dati dell’Osservatorio fotografano la realtà del «problema fumo» sotto diverse prospettive: «in assoluto il fumo di tabacco è la principale causa di malattie e di morti evitabili – dichiara Piergiorgio Zuccaro, direttore dell’Osservatorio fumo, alcol e droga dell’ISS – e la dipendenza che provoca è il vero motivo per cui in Italia il 27,9% degli uomini e il 19,3% delle donne sono fumatori. Il fumatore con una sola sigaretta inserisce nel proprio organismo più di 4000 sostanze, molte di queste tossiche e cancerogene (ammine aromatiche, benzene, piombo, cadmio, N-nitrosammine, idrocarburi policiclici aromatici). Per questo motivo possiamo affermare che il fumo è la droga che provoca più morti ed è sempre tagliata male».
In particolare, sono più di un milione e duecento mila i giovani fumatori in Italia, vale a dire il 19,9% nella fascia d’età che va dai 15 ai 24 anni. E le percentuali aumentano al crescere dell’età: si ha il 7,4% di fumatori tra i 15 e i 17 anni, il 23,5% tra i 18 e i 20 anni e il 25,9% tra i 21 e i 24 anni. La prima sigaretta viene accesa prima dei 15 anni nel 26,6% dei casi, più dalle ragazze che dai ragazzi, ma la maggior parte dei giovani (58,2%) inizia a fumare tra i 15 e i 17 anni e solo il 14,1% tra i 18 e i 24. Secondo i dati Iss-Doxa, inoltre, non hanno mai fumato il 76,2% dei giovani mentre gli ex fumatori sono il 4%. La percentuale dei giovani fumatori è minore nelle regioni del Sud e nelle Isole (17,9%), mentre al Nord e al Centro la quota è rispettivamente del 21,7% e del 21,4%. Rispetto agli adulti i giovani fumano al giorno meno sigarette: 10 contro 14.




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24 maggio 2007


Firenze, Conferenza della famiglia
Prodi: "Interverremo sui redditi"



<B>Firenze, Conferenza della famiglia<br>Prodi: "Interverremo sui redditi"</B>


FIRENZE
- L'ultimo giorno della conferenza nazionale sulla famiglia, che si sta svolgendo a Firenze, vede sul palco i vertici del governo. A partire da Romano Prodi, arrivato a Firezne per la manifestazione organizzata dal ministro delle Politiche per la famiglia, Rosy Bindi.

Ed è Prodi che parla di "rotta invertita" sulla famiglia. "Nella Finanziaria 2007 abbiamo stanziato tre miliardi di euro per la famiglia - dice il premier - Sono l'inizio di un cammino che inverte una rotta precedente". Il presidente del Consiglio, poi, conferma la scelta di concedere una "dote" economica ai nuovi nati. "La cosa più importante è che quando nasce un figlio nasca con un patrimonio che, se non glielo dà la famiglia, deve darglielo la collettività" spiega Prodi. Poco prima Amato aveva invitato "a non alzare i ponti levatoi" verso i diritti dei conviventi.

Nel frattempo qualche centinaio di persone fra extracomunitari, militanti delle associazioni omosessuali, della sinistra antagonista fiorentina e del Prc stanno manifestando davanti al Palacongressi. "Io mi vergogno di aver votato questo centrosinistra - attacca Aurelio Mancuso, presidente nazionale dell'Arcigay - Questa è una conferenza parziale e pericolosa che guarda a visioni ideologiche".

E anche in aula è andata in scena una contestazione ad opera della Lega italiana famiglie di fatto. Il gruppo degli attivisti, 5-6 persone in tutto, hanno esposto cartelli con su scritto 'Bindi non imbavagliare la famiglia'.




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24 maggio 2007


AQP: dal 26 maggio sarà erogata meno acqua in Puglia

Le operazioni di regolazione idraulica interesseranno le province di Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Taranto e Lecce

BARI - Per «una notevole riduzione delle scorte idriche strategiche dei serbatoi», causata da un guasto alla linea di alimentazione elettrica e da una riduzione delle disponibilità idriche delle sorgenti del Sele Calore, Acquedotto Pugliese ridurrà la pressione nelle reti idriche, a partire dal 26 maggio 2007, dalle ore pomeridiane fino alle prime ore del mattino, per riequilibrare l’andamento distributivo e ricostituire le scorte idriche dei serbatoi interessati.
Le operazioni di regolazione idraulica interesseranno le province di Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Taranto e Lecce.
Il guasto alla linea elettrica in alta tensione si è verificato nei giorni scorsi e ha comportato il fermo dell’ impianto di potabilizzazione dell’Acquedotto del Sinni e della centrale di sollevamento di Parco del Marchese.
Acquedotto Pugliese «raccomanda a tutti di razionalizzare i consumi, evitando ogni possibile forma di spreco e cercando di concentrare gli usi non prioritari dell’acqua (ad esempio l’uso di elettrodomestici) nelle ore non interessate dalla riduzione della pressione».

                                                          

                                                                 




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16 maggio 2007


Sondaggio Ipr, cresce la fiducia a Prodi
Ma il suo governo non recupera consensi



ROMA
- Cresce la fiducia in Romano Prodi, ma non quella nel suo governo. Che anzi continua a scendere. D'Alema resta in testa alla classifica di gradimento dei ministri, ma ormai gli è vicinissimo Amato. Decisa battuta d'arresto per i "ministri dei Dico" Pollastrini e Bindi e per Bersani. E per la prima volta cresce, seppure non di molto, il titolare dell'Economia Padoa Schioppa. Sono questi i dati più significativi del sondaggio Ipr Marketing per Repubblica.it sulla fiducia all'esecutivo nel mese di maggio.

E' un sondaggio che, a proposito della fiducia degli italiani nel presidente del Consiglio, consolida una inversione di tendenza in atto almeno dal mese di febbraio. Da allora, quando raccoglieva il 36% dei consensi, il Professore è salito di ben otto punti. Ora è al 44%, e i prossimi mesi diranno se sarà in grado di ritrovare, come era stato fino al settembre 2006, la fiducia della maggioranza degli italiani.

Per il governo nel suo complesso, invece, la tendenza è quella contraria. La rilevazione Ipr fissa l'indice di fiducia al 40% degli intervistati, con un calo di due punti sullo scorso mese e di ben sei rispetto a marzo. L'esecutivo si avvicina dunque pericolosamente al suo minimo, 38%, toccato a dicembre in occasione della presentazione della legge Finanziaria.

Poche sorprese, invece, sul fronte della fiducia nei singoli ministri. E' ancora il titolare della Farnesina Massimo D'Alema in testa, con un sempre ragguardevole 59% dei consensi. Ma per il ministro degli Esteri la tendenza è lievemente in discesa (-1), tanto da far avvicinare alla vetta, ad un solo punto di distacco, Giuliano Amato (58%). Seguono nell'ordine Melandri, Bonino, Di Pietro e Bersani, pure se il ministro dello Sviluppo fa registrare un brusco -4%.



Interessante il calo "gemello" delle ministre Bindi e Pollastrini, che hanno steso il provvedimento sui Dico. Entrambe perdono il 3%. Ma non sembra un dato da ricondurre al merito del ddl sulle coppie di fatto, bensì al calo di visibilità intervenuto dopo la sua presentazione. Da notare anche, per la prima volta, un timido aumento di fiducia nei confronti di Tomaso Padoa Schioppa (+2%), che però non basta a sottrarlo alla penultima posizione sopra il fanalino di coda ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi.

Ultimi dati, quelli relativi ai partiti. I Ds si confermano la formazione che riscuote la maggior fiducia (48%), seguiti da Alleanza Nazionale (42%) e Forza Italia (40%). Ma l'altro "socio" del Partito democratico (secondo Ipr al 30% del gradimento), la Margherita, subisce uno stop di due punti. E' significativo che la prima rilevazione dopo i congressi della Quercia e dei Dl che hanno dato il via al Pd, siano Verdi e Italia dei Valori a crescere di più rispetto a Prc e Pdci, i partiti più interessati a coprire lo spazio a sinistra lasciato teoricamente aperto dalla nascita della nuova forza politica.




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14 maggio 2007


ALLA FACCIA DI CHI DICE CHE QUESTO GOVERNO NON HA CREDIBILITà IN POLITICA INTERNAZIONALE.

<B>Pena di morte, D'Alema: "Dalla Ue<br>mandato unanime a Italia e Germania"</B>

BRUXELLES
- "I ministri dell'Unione europea hanno conferito all'Italia e alla presidenza tedesca il mandato unanime per preparare il testo della risoluzione sulla moratoria per la pena di morte da presentare all'Assemblea generale dell'Onu". Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, visibilmente soddisfatto: "Io avevo chiesto un mandato alla presidenza dell'Ue ed all'Italia, questo mandato è conferito e la decisione è stata presa".

Il ministro degli Esteri ha tenuto ad esprimere la propria gratitudine "alla presidenza tedesca e ai Paesi membri che hanno voluto sostenere l'iniziativa" di Roma volta a chiedere una moratoria delle esecuzioni. D'Alema ha sottolineato che si tratta di "un successo europeo di cui l'Italia è il principale artefice".

Il ministro degli Esteri ha, inoltre, spiegato che l'Italia e la Germania hanno ricevuto "mandato di raccogliere la disponibilità alla cosponsorship" di altri Paesi, si parla al momento di "Brasile, Sudafrica, Nuova Zelanda. Ma sappiamo - ha detto ancora il ministro - che ce ne sono anche altri".

Il ministro degli Esteri ha sottolineato che l'Italia ha continuato a lavorare "per raccogliere adesioni alla dichiarazione di associazione europea (alla moratoria)". In proposito, D'Alema ha ricordato che si sono associati da ultimo il Gabon e il Kazakhstan, che porta il totale di firmatari a 92, la maggioranza necessaria è di 96. Il ministro ha ricordato che comunque "i Paesi che non applicano la pena di morte l'hanno cancellata dal loro ordinamento sono 130, per cui c'è un'ampia maggioranza di Paesi di fatto contrari alla pena di morte, si tratta di trasformare questa maggioranza di fatto in un voto favorevole all'assemblea generale. Lo vedremo nei prossimi giorni".

Roma e Berlino dovranno anche "prendere contatto con la presidenza dell'assemblea generale per riprendere la discussione del paragrafo 67 C (che riguarda i diritti umani) nell'ordine del giorno dell'assemblea per poter presentare la risoluzione". D'Alema ha comunque affermato di non poter fare previsioni sui tempi perché questi "dipendono dal presidente di turno dell'Assemblea, ma noi vogliamo poterla presentare già nella sessione in corso. E' del tutto evidente - ha osservato - che se questo non accade, diverrebbe obbligatorio a settembre".




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12 maggio 2007

Elezioni del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari del 16 e del 17 maggio


           

Alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio Nazionali degli Studenti Universitari, la nostra Università Democratica appoggerà la lista "Liste Democratiche- Liste di Sinistra -Udu".

Tutti coloro che intendano partecipare attivamente alla consultazione possono esprimere, oltre che un voto di lista, anche una preferenza sui candidati presenti.

Università Democratica
, valutando la complessità della consultazione, chiede a tutti voi di esprimere liberamente una preferenza fra i candidati del IV distretto (SUD):

   Botta Gennaro
    
Laforgia Diego

Botta
è uno studente di Salerno ed è iscritto ai Giovani della Margherita.

Laforgia è uno studente barese in quota Sg.

Grazie a tutti per un sostegno che sicuramente non mancherà!

Ricorda si vota il 16 Maggio dalle 8.30 alle 19.00 e il 17 Maggio dalle 8.30 alle 14.00.
Scheda Gialla. Per votare è necessario esibire un documento di identità o il libretto universitario.  

                   
AL CNSU VOTA LISTA 3
ED ESPRIMI LA TUA PREFERENZA

           

 


           




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10 maggio 2007


Il ministro Santgata: "In politica
troppo personale, va tagliato"


<B>Il ministro Santgata: "In politica<br>troppo personale, va tagliato"</B>

Allora ministro Santagata, è arrivato il momento di cominciare a tagliare i costi della politica? Anche per voi deputati, e per voi ministri, è l'ora dei tagli?

"A dire la verità noi abbiamo già cominciato. Ma l'unica che se n'è accorta è mia moglie".

In che senso?
"Nel senso che ha visto con i suoi occhi il taglio netto che ha avuto il mio compenso da ministro: 18 mila euro l'anno in meno. La mia indennità di ministro è scesa a 2500 euro".

Poi ci sarebbe l'indennità parlamentare, visto che lei è anche deputato.
"E sono altri 12 mila euro".

Fanno 14.500 euro. In Francia il presidente della Repubblica ha un assegno mensile di 6700 euro...
"Chiariamo subito un punto. Il governo non ha alcun titolo per intervenire sulle spese degli altri organi costituzionali. Se lo facessimo, invaderemmo la loro sfera di competenza".

Quindi non è su questo fronte che pensate di ridurre i costi della politica?
"Ripeto: non abbiamo titolo per farlo. Se vuole però posso dirle la mia opinione. Io penso che l'indennità parlamentare non sia troppo alta, ma troppo bassa".

Prego?
"Parlo dell'indennità vera e propria, che è di 4750 euro. Quello che non va bene, secondo me, è tutto il resto, quelle prebende varie che permettono di arrivare a 12 mila euro. Io non dico "tagliamole". Però penso che sarebbe ora di renderle trasparenti e razionali. Abolendo le forfettizzazioni e rimborsando ai parlamentari, entro un certo tetto, le spese effettivamente sostenute per l'attività di collegio, gli assistenti, l'affitto dell'ufficio eccetera. Rimborsi trasparenti a piè di lista, a fronte di ricevute e fatture".


E sulle pensioni d'oro dei parlamentari, cosa pensa che andrebbe fatto?
"Io introdurrei il contributivo anche per noi parlamentari. La Camera versa i contributi all'istituto di previdenza del deputato. Se lui non ne ha uno, li versa a un'assicurazione. Così si chiude il capitolo dei vitalizi agli ex parlamentari".

Ottimo: pensate di proporlo subito?
"Allora non mi sono spiegato. Questa è la mia opinione personale, di parlamentare. Come ministro non ho titolo per intervenire".

Eppure il settimo punto del dodecalogo prodiano era proprio il taglio dei costi della politica.
"E infatti noi stiamo lavorando su questo fronte. Capisco che gli stipendi dei parlamentari siano una cosa che colpisce l'opinione pubblica, ma questa è solo la punta dell'iceberg".

E di che cosa è fatto, l'iceberg?
"Di uno spaventoso aumento dei numeri del personale politico. Non si riesce più a tenerne il conto".

Da dove cominciamo?
"Prendiamo le comunità montane. Non nego che abbiano un ruolo. Ma quando leggo che ne fanno parte 4201 comuni, su un totale di 8101, mi risulta difficile pensare che il 51,8 per cento dei comuni italiani sia in montagna. Bisogna ridurne il numero, fissando per esempio un'altitudine minima. Magari dando di più, ma a chi ne ha davvero bisogno".

E uno. Capitolo due?
"Le circoscrizioni. Un prezioso strumento di partecipazione democratica, non discuto. Ma dubito che un comune di 50 mila abitanti abbia bisogno delle circoscrizioni, come invece accade. Facciamo che restano solo quelle nelle città sopra i 250 mila abitanti".

Mi pare saggio. Terzo capitolo.
"Le società controllate dagli enti locali. Sa quante sono? Settemilacinquecentotrentacinque. E ognuna ha il suo presidente, i suoi consiglieri, i suoi amministratori, il suo personale. Ci sono comuni che ne hanno 30, dalla promozione del turismo alla gestione delle aree. Non parlo delle municipalizzate che gestiscono i trasporti o i rifiuti, ma di tutto il resto".

Che sarebbe?

"Un mare magnum. Le faccio un solo esempio: le authority sui trasporti. Sarebbe una competenza delle province, basterebbe un assessorato ai trasporti. E invece si crea un'authority, con il suo presidente, i suoi consiglieri, le sue auto blu, il suo organico. Ma è un doppione. O si aboliscono i doppioni, o si aboliscono le province, che a questo punto non si capisce cosa ci stiano a fare".

Ecco, e se lo abolissimo davvero, un ente barzotto come le Province?
"Risparmieremmo un fracco di soldi, ma mi pare che la tendenza sia nella direzione opposta. E siccome io sono un riformista e non un rivoluzionario, lavoro affinché le Province si riprendano i compiti dei quali si sono spogliate".

Rimangono le società comunali. Sono il frutto delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni, o no?
"Benissimo, ma allora non si capisce perché debbano essere al 100 per cento a capitale pubblico. A me viene il dubbio che siano solo delle scatole che servono a generare posizioni di potere. Stabiliamo che debbano essere obbligatoriamente a capitale misto, pubblico e privato, e vediamo quante sopravvivono".

Ma le Regioni, le Province e i Comuni possono dirle: scusi, ma sono affari nostri, non volevate il decentramento, non parlavate di federalismo?
"Questo è il problema. Dobbiamo trovare lo spazio politico per spingere gli enti locali a cambiare rotta. C'è un gruppo di lavoro tecnico-giuridico, a Palazzo Chigi, che sta lavorando proprio su questo".

Mi dica qualcosa di concreto che avete già fatto, per tagliare i costi della politica.
"Intanto abbiamo fatto un po' di pulizia in casa nostra. Quando siamo arrivati abbiamo trovato 600 comitati ministeriali. Ogni governo ne creava di nuovi, ma non chiudeva mai quelli vecchi. Noi li abbiamo ridotti a 345. Stabilendo la regola che durano al massimo tre anni. E' un risparmio di 20 milioni di euro".

E cos'altro avete in cantiere, visto che non potete fare i conti in tasca agli onorevoli?
"Tante cose, dalla riduzione del numero degli assessori all'abolizione dell'indennità di missione per gli amministratori locali. Le metteremo nel Dpef, e finiranno nella Finanziaria. Sempre che non decidiamo di accorparle in un disegno di legge sui costi della politica".

Quello che avevate inserito nell'ultima Finanziaria è stato cancellato all'ultimo momento dai partiti. Cosa la spinge a essere ottimista sul prossimo round?
"Il fatto che non metteremo in campo delle misure sparse, ma un progetto serio, magari partendo da un libro bianco. Il governo farà la sua parte, mettendo la questione sul tavolo. Poi toccherà ai partiti, prendersi le loro responsabilità e decidere se vogliono rischiare di essere travolti dall'ondata di anti-politica o se cogliere questa occasione per fare un'operazione di buona politica".




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7 maggio 2007


PRIMA DI CRIMINALIZZARE SI VERIFICHI

<B>"Omicidio colposo" al dirigente Ossitalia<br>In arrivo una raffica di avvisi di garanzia</B>


BITONTO (Bari) – La società bitontina Ossitalia già nei mesi scorsi avrebbe preso formalmente le distanze dall’impianto di gas medicali che aveva realizzato e collaudato nell’ospedale di Castellaneta perché altre aziende sarebbero intervenute su quell'impianto tra la data del collaudo (marzo 2005), e l’inaugurazione del reparto (aprile 2007). Lo si è appreso da fonti legali vicine a Ossitalia.
Sarebbe quindi questa presa di distanza «l'importantissimo spunto investigativo» citato dal legale di Ossitalia, Giovanni Capaldi, nelle dichiarazioni rilasciate questa mattina.
Interpellato in proposito, l’avvocato non ha voluto confermare se Ossitalia avrebbe preso le distanze dall’impianto realizzato a Castellaneta. «Su questa circostanza devo prima parlare con il Pm inquirente», ha tagliato corto Capaldi.
A quanto si è potuto sapere, la segnalazione della società Ossitalia riguardante un intervento altrui sull'impianto dell’ospedale di Castellaneta sarebbe stata fatta qualche tempo fa. Essa sarebbe contenuta in una comunicazione inviata alla Ausl e ad altre strutture sanitarie.
Riguardo alla comunicazione non si è potuto sapere né quando sarebbe stata inviata né se contenga indicazioni circostanziate né in quale
occasione sia stata redatta.

Intanto sul sito della Ossitalia, dal quale i mass media aveva attinto l’elenco degli ospedali serviti dalla società che installa impianti di distribuzione di gas medicali, è scomparso l'elenco degli ospedali serviti dalla società. Al suo posto, nella sezione «Referenze» c'è scritto «pagina in allestimento».




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3 maggio 2007


La grande impresa dei cugini milanisti non deve far passare sotto traccia la grandissima impresa compiuta dall'Inter nell'arco dell'intera stagione 2006-2007

Uno Scudetto aspettato per 18 lunghi anni(ultimo nel 1989, anno in cui coincidenza volle che il Milan vinse la Champions)

La  Cavalcata Nerazzurra a differenza di quella rossonera è stata poco eccitante poichè i valori messi in campo dai nerazzurri erano chiaramente superiori fin da inzio anno ma uno scudetto nerazzurro è sempre un avvenimento da ricordare anche perchè negli anni di Moggiopoli era un qualcosa che sembrava impossibile da realizzare per una squadra schiacciata da un sistema piu grande e potente di lei.

Trascinata dalla classe immensa di Mister 4 scudetti con 3 maglie diverse Zlatan Ibrahimovic e dalla grinta di Marco Matrix Materazzi e dal cuore di capitan Javier Zanetti la squadra è stata ben amalgamata da Mister Roberto Mancini,fino ad ora considerato soltanto Mister Coppa Italia ,elevato al rango di allenatore vincente e premiato dal Presidente Moratti da un maxi contratto di 4 anni con opzione sul quinto che segnerà l'apertura di un lungo e vincente ciclo,con la bacheca presto provvista magari di qualche Champions League,il prossimo obbiettivo nel mirino dei discepoli della grande Inter di Helenio Herrera e di Papà Angelo Moratti.

Questa la magnifica rosa dei 23,rtefice dell'impresa nerazzurra                                                   

Francesco Toldo,Julio Cesar,Nicolas Burdisso,Fabio Grosso,Marco Materazzi,Maicon,Walter Samuel  ,Ivan Ramiro Cordoba,Maxwell,Marco Andreolli,Olivier Dacourt,Esteban Camiasso,Patrick Vieira,Luis Figo,Santiago Solari,Mariano Gonalez,Julio Cruz,Hernan Crespo,Adriano,Alvaro Recoba,Zlatan Ibrahimovic,Dejan Stankovic

 

L'augurio è che la coincidenza verificatasi nel 1989  si ripeta e che Milano possa festeggiare una straordinaria doppietta che coroni una stagione ricca di soddisfazioni per il calcio nostrano(La piu grande è ovviamente il Mondiale azzurro).

La speranza piu grande è però rappresentata dal ritorno di quel calcio pulito  che tanto piaceva agli italiani e che per un decennio(ma chissà forse anche di piu)è stato offuscato dalla presenza di uomini senza scrupoli,nelle stanze del potere.

Buon calcio a tutti




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